Quanto costa ristrutturare un tetto

Quanto costa ristrutturare un tetto

La necessità di ristrutturare il tetto della propria casa o del condominio in cui si vive può essere dovuta a svariati motivi. Negli ultimi anni, la ristrutturazione del tetto è sempre più legata alla ricerca di un miglioramento dell’efficienza energetica, ossia si punta a realizzare un tetto che sia termicamente isolante, per ridurre i consumi legati al riscaldamento invernale o al condizionamento estivo. Naturalmente, questo tipo di lavori presenta dei costi, che variano a seconda di una serie di parametri.

Il primo è sicuramente legato alle dimensioni del tetto: sia esso privato o condominiale, infatti, il costo va calcolato a metro quadro pertanto aumenta per tetti di grosse dimensioni. Un altro parametro da tenere in considerazione è il materiale che viene utilizzato: tetti realizzati in materiali differenti presentano, come si può immaginare, prezzi differenti. Infine, anche la localizzazione geografica può incidere sui costi di ristrutturazione del tetto, visto che la spesa necessaria in un centro storico o in una zona metropolitana è sicuramente differente rispetto a quella effettuata in un piccolo paese della provincia. Infine, inutile sottolinearlo, i costi variano a seconda delle condizioni del tetto e del tipo di intervento, sia esso un rifacimento parziale o totale.

Quando si intende intraprendere un intervento sui tetti, è importante conoscere una serie di aspetti relativi a quella che può essere definita una ristrutturazione energetica, che possono portare ad un interessante risparmio, nel tempo, delle spese effettuate per intraprendere i lavori. Quando si effettua questo tipo di intervento, infatti, si può usufruire di una serie di agevolazioni fiscali, note come Ecobonus, che per il 2017 presenta una serie di interessanti proposte.

Tuttavia, è bene specificare che gli interventi che devono essere portati avanti per poter usufruire dell’Ecobonus del 2017 sono ben definiti e, soprattutto, possono essere effettuati esclusivamente su immobili già esistenti e non su quelli di nuova costruzione. Tra questi interventi rientrano quindi quelli relativi a coibentazioni, nonché ristrutturazione di infissi e finestre con lo scopo di migliorare l’efficienza termica dell’appartamento o dell’intero stabile. Sono inoltre considerati interventi atti al miglioramento energetico tutti quelli che vedono l’installazione o la sostituzione di impianti di climatizzazione intelligenti o a basso consumo, ossia tutti gli interventi di domotica che permettono di controllare, anche a distanza, i consumi energetici in casa. Inoltre, rientrano tra gli interventi agevolati tutti quello che portano all’uso di energie verdi, tra cui quella relativa all’installazione di pannelli solari.

Attenzione tuttavia agli interventi relativi alla domotica: possono essere inseriti tra quelli che hanno diritto alle agevolazioni solo quelli che puntano alla gestione corretta dei consumi e non altri tipi di interventi che permettono di migliorare la vita in casa.

quanto-costa-ristrutturare-il-tetto-pannelli-solariQuando si parla di ristrutturare il tetto i costi sono sicuramente la parte più importante da prendere in considerazione. Per avere un’idea di quali sono le spese che si devono affrontare, a seconda dei lavori in cantiere, è possibile richiedere un preventivo on-line gratuito, fondamentale per comprendere quali siano le spese specifiche per i diversi interventi. Inoltre, è importante sapere anche quali sono le massime detrazioni Irpef possibili, che variano a seconda del tipo di intervento.

Ad esempio, per gli interventi relativi alla sola riqualificazione energetica il tetto massimo di spesa ammissibile è di 100mila euro. Quando, invece, si va a operare sul solo involucro dell’edificio, è possibile una spesa massima di 60mila euro. Stesso limite anche in caso di installazione di pannelli solari che, però, devono essere progettati esclusivamente per la produzione di acqua calda e riscaldamento. Infine, in caso di sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento a favore di caldaie moderne a condensazione o di altri tipi di impianti ad alta efficienza termica e basso impatto ambientale, il tetto massimo di spesa previsto è di 30mila euro.

Va specificato che questi interventi non sono specifici per gli impianti privati: nel caso dei pannelli solari, ad esempio, possono usufruire delle agevolazioni fiscali anche enti pubblici, come Università o scuole, nonché strutture private ad uso pubblico come cliniche, case di cura, strutture sportive eccetera.

L’Ecobonus 2017 presenta una particolare innovazione rispetto agli incentivi degli anni precedenti: esso, infatti, può essere applicato anche alla ristrutturazione dei tetti condominiali, con una detrazione che arriva fino al 75% delle spese. Questo significa che se si interviene sul tetto del condominio per migliorarne l’efficienza energetica le agevolazioni fiscali superano quelle di qualsiasi altro tipo di bonus mai ottenuto fino ad oggi per questo tipo di lavori.

Un altro interessante punto riguarda, invece, il solo miglioramento dell’involucro esterno: per questo tipo di intervento sono infatti previste agevolazioni che possono arrivare a coprire fino al 70% delle spese. In questo caso, tuttavia, la percentuale di incentivi che si può richiedere non dipende solo dal tipo di intervento, ma anche e soprattutto dalla superficie del condominio che viene interessata dai lavori. Per valori superiori al 25% della superficie si può fare richiesta del valore massimo delle agevolazioni, ossia del 70% previsto dall’Ecobonus per questo particolare tipo di lavori. Anche per i condomini, come per gli appartamenti privati, è tuttavia necessario che essi siano già esistenti: non si possono chiedere quindi agevolazioni fiscali per immobili di nuova costruzione.

Un’altra possibilità per migliorare il rendimento del tetto è quello di effettuare una struttura ventilata anziché isolata. Si tratta di una scelta che può essere applicata alla maggior parte dei tetti, ma in particolar modo nel caso di tetti con copertura in legno. Lo scopo principale di un tetto ventilato è quello di evitare l’eccessivo riscaldamento estivo causato dall’irraggiamento. Un tetto ventilato prevede in ogni caso una zona isolante, ma l’isolamento non è completo e viene lasciato spazio a uno spazio intermedio definito strato di ventilazione. Lo scopo principale di questo tetto, naturalmente è quello di fornire un isolamento termico completo e, soprattutto, di evitare la possibilità di condense e formazione di macchi d’umidità e muffe.

Lo strato di ventilazione, infatti, permette l’espulsione al di fuori del tetto. Naturalmente, questi interventi di isolamento del tetto garantiscono un miglioramento delle condizioni abitative, visto che permettono di migliorare l’isolamento dell’appartamento stesso, evitando la dispersione di calore durante l’inverno e, allo stesso tempo, evitando il surriscaldamento durante l’estate. Per questo motivo, i lavori di ristrutturazione per la realizzazione di un tetto ventilato, rientrano nei lavori che possono usufruire degli incentivi per il miglioramento dell’efficienza termica dell’appartamento o del condominio. Avere una casa termicamente isolata, infatti, permette di mantenere costanti le temperature senza dover eccedere con l’uso di riscaldamenti durante l’inverno o di condizionatori durante l’estate.

quanto-costa-ristrutturare-il-tetto-progettoTra le varie possibilità di ristrutturazione che rientra nelle agevolazioni fiscali 2017 vi è anche la ristrutturazione del sottotetto. Isolare il sottotetto può richiedere interventi differenti a seconda dell’uso che si fa del sottotetto stesso, ossia se esso sia abitabile o meno. Un caso classico di sottotetto abitabile è quello che prevede la presenza di mansarde. In questo caso è fondamentale procedere a un lavoro effettuato con la massima professionalità e precisione visto che, chi vive in mansarda, potrebbe avere dei veri e propri disagi in caso di mancanza di un adeguato isolamento. In mansarde male isolate si possono infatti avere formazioni di muffe o vere e proprie infiltrazioni di acqua dal tetto.

Il modo migliore per isolare una mansarda e quindi renderla energeticamente più efficiente, è quello di effettuare degli interventi dall’esterno. In questo modo si ha la certezza di non ridurre gli ambienti interni e, soprattutto, si può essere sicuri di una maggiore prestazione dei materiali. A seconda della struttura della mansarda, si può pensare di inserire l’isolante al di sopra o proprio in mezzo alle travi. Inoltre, sempre a seconda dei casi e delle caratteristiche del tetto della mansarda, si può scegliere un differente tipo di isolante, tra i pannelli di fibra di legno o di fibre sintetiche. Bisogna sottolineare che l’isolamento del sottotetto tramite intervento dall’esterno deve essere approvato dal condominio, a meno che non si tratti di una villa o immobile privato.

Quando si parla di ristrutturazione edilizia spesso ci si chiede quale agevolazione può essere connessa a un’eventuale ristrutturazione di tettoia. Come si può immaginare, le tettoie, avendo prettamente scopo decorativo o protettivo contro gli agenti atmosferici, non rientra nelle agevolazioni fiscali per il miglioramento dell’efficienza energetica, a meno che non si utilizzi la tettoia stessa come base d’appoggio per eventuali pannelli solari. In questo caso, anche la ristrutturazione della tettoia può essere considerata uno strumento per migliorare il rendimento energetico della casa, rientrando quindi a pieno titolo tra gli interventi che vengono effettuati per il miglioramento dell’efficienza energetica.

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Tornando ad uno degli argomenti iniziali, probabilmente quello che maggiormente interessa a quanti sono in procinto di effettuare la ristrutturazione del proprio tetto è soprattutto sapere quanto può costare tale intervento. La risposta, come già evidenziato, non è unica, ma dipende da una serie di fattori, tra i quali le condizioni iniziali del tetto sul quale si va a operare, le dimensioni del tetto e, naturalmente, il tipo di intervento che si va ad effettuare.

Considerando, infatti, che la richiesta di agevolazioni fiscali può essere effettuata solo su immobili esistenti e non su strutture in costruzione, risulterà evidente che per prima cosa si dovrà smantellare il vecchio tetto esistente e poi procedere con le varie fasi di lavoro che vanno dall’impermeabilizzazione all’isolamento termico alla rimessa in posa delle tegole. A meno di non trovarsi in condizioni particolari, ossia di tetti per i quali si richiedono interventi fuori della norma, si può tuttavia dire che i valori medi per la ristrutturazione del tetto variano tra i 150 e i 200 euro a metro quadro. La differenza di prezzo può dipendere sia dal tipo di intervento e di materiali utilizzati che dalla zona in cui si effettua la ristrutturazione stessa.

Va inoltre considerato che quando si effettuano interventi di manutenzione straordinaria per la riqualificazione energetica degli immobili, si può usufruire anche di un ulteriore vantaggio. L’Iva per la ristrutturazione del tetto, infatti, presenta un regime agevolato, essendo ridotta al 10%. Questo significa che risanare il proprio tetto o anche il tetto del condominio, può portare costi molto inferiori a quelli ipotizzati, purché ci si sappia muovere bene tra tutte le possibilità di agevolazioni e bonus previsti dalla Finanziaria 2017.

Quanto costa ristrutturare un tetto ultima modifica: 2017-02-17T10:23:03+00:00 da Ristrutturazione